Sua Maesta’, il vulcano Etna!

Posted in Senza categoria on 14 gennaio 2011 by Sicilia, Terra del Sole

Silenzioso a tratti!
Energico e protagnista assoluto, in altre..
Occasioni spettacolari, di un vulcano, il mio, ke affascina e impaurisce!
Ke, nelle notti passate, ha dato spettacolo di se’ e di cio’ ke e’ la natura!
Dove, gli esseri umani, diventano piccini.. piccini!
Ed assistono, impotenti davanti alla sua immensa potenza!
Notte di paura per molti, ed anche da Catania sembrava potessi toccarlo cn un dito!
Noi, catanesi amiamo, quello che noi chiamiamo, ” A’ MUNTAGNA”!
LA TEMIAMO, MA CI FIDIAMO!
SARA’ ASSURDO! SARA’ STRANISSIMO…
ma, in fondo ci sentiamo anche  protetti!
Nelle sue sfuriate, ammaliati da tanto estro, stiamo li e diciamo…
” ECCO, CN I SUOI TREMORI E LE SUE COLATE LAVICHE CI SALVA”!
Piuttosto i territori vicini, proprio a causa della lava, diventano terreno fertile!
Sara’ incomprensibile, per molti!
Ma, io amo la mia terra!
Il mio vulcano attivo e la sua irruenza, nel volersi mostrare!
E’ venerdi’, bella gente…
Felice buon fine settimana…
Lety!

Il mio vulcano s’imbianca!

Posted in Senza categoria on 22 ottobre 2010 by Sicilia, Terra del Sole

 



Torna, leggera, fresca,  la neve a  spolverare 
il mio vulcano PREFERITO!
Sua maesta’ … l’ETNA!
Cm fosse  zucchero a velo,
su quel dolce appena sfornato!
E se lo osservi da una spiaggia li intorno..
Tutto, sembra magico
E  la natura sussurra..

Ecco… questo ti Donato!!!!
Ma ti pare poco???
O pensi… ke ti era dovuto???
Noooooooooo…. la meraviglia di ESISTERE
e’ nascosta dietro tutto quello ke ci circonda!
Piccole,  grandi…cose.!
  Ki gode, di quelle,
ha scoperto ke la vita va presa con ironia
Mai , mai… rattristarsi…
Piuttosto, nelle avversita’
Piu scommetti, piu’ ci metti grinta..
e meglio la SPUNTI!
Il sapore. il colore, l’entusiamo, i profumi
nn devono mai mancare!
Arrivaaaaa l’inverno!!!
Un tempo nuovo!!!
Cambia il clima,
 e la natura va in letargo.
Ed, assaporeremo nuovi sapori
Nuove esperienze!
E’ tempo di rinnovamento!
 E di, rivedere, cio’ ke nn e’ riuscito bene
E di migliorarsi laddove tutto
 puo’ essere perfezionato!
 Di lasciarsi andare a questo sonnacchioso,
ingiallito autunno
E’ ora di spostare le lancette
Di piumoni, e di sciarpette

E mentre dell’estate del 2010
rimane solo un ricordo
E’ davvero tempo di cambiare ritmi..

E allora… dico..
Musica… Maestro!!!!

Buon fine settimana a tutti!
Letizia..

Sei di Catania..se….

Posted in Senza categoria on 15 marzo 2009 by Sicilia, Terra del Sole

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sei di Catania se – sai cosa significa m’ammaronasti !
Sei di Catania se – sai che finiu a fetu !
Sei di catania se – sai fari u cumogghiu !
Sei di Catania se – sai che il 17 non è solo un numero
Sei di Catania se – cominci le tue frasi con l’intercalare "M’BARE"
Sei di catania se – sai unni e dabbana o monnu !
Sie di catania se – sai unni u signuruzzu si scuddau a scppa !
Sei di Catania se – d’estate fai colazione e pranzo solo con granita e BRIOSCIA
Sei di Catania se – per la scampagnata di pasquetta si compra un quantitativo di carne che sfamerebbe per un mese una comunità di un villagio africano qualsiasi
Sei di Catania se – non ti fai mai i cazzi tuoi
Sei di Catania se – sai che i MAMMORIANI prima li chiamavi ZAURDI (ZAUDDI)
Sei di Catania se – ogni giorno, anche nei più cupi, hai sempre i 5 minuti di FASSA
Sei di Catania se – sai qual’è l’unità di misura di VIA OTTANTA PALMI
Sei di Catania se – chiedi un favore cominciando con NON TI SECCARE
Sei di Catania se – utilizzi la parola SPACCHIO per indicare qualunque cosa
Sei di Catania se – 250 euro prima erano 500 MALALA’
Sei di Catania se – almeno una volta nella tua vita hai cantato ROSA NERO PEZZO DI M*A
Sei di Catania se – sei stato almeno 30 volte al mare alla playa
Sei di Catania se – in qualunque situazione stai bene esclami SUGNU TUTTU ‘N COMA
Sei di Catania se – se ti femi col verde e suoni ogni volta che si fermano col rosso
Sei di Catania se – dici amichi a posto di amici
Sei di Catania se – almeno una volta in vita tua hai esclamato MAMMORIRI
Sei di Catania se – trovi normale chi va in vespa minimo tre a tre
Sei di Catania se – prima di sapere di cosa si parla dici CHI SPACCHIU MI CUNTI?
Sei di Catania se – ti riferisci a chi ti ha fatto un torto dicendogli PACCHI ‘TO ‘MA
Sei di Catania se – dai una moneta all’uscita della metropolitana di milano alla vecchina di 75 anni seduta sulle scale a -3 gradi!
Sei di Catania se – quando vivi fuori dici IU CA ‘N CI MURU
Sei di Catania se – quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della sua gente!
Sei di Catania se – se almeno una volta nella vita sei stato raccomandato!
Sei di Catania se – se in ogni frase nn ci manca mai una botta di MEEEENKIA
Sei di Catania se – se in ogni parola raddoppi le singole e triplichi le doppie.
Sei di Catania se – conosci l’utilizzo della parola: AVAJA
Sei di Catania se – non sai come si dice calia e semenza in italiano
Sei di Catania se – sai che l’unità di misura della sasizza è il callozzo (CADDOZZU)
Sei di Catania se – parcheggi in 5°fila e ti lamenti se trovi la multa
Sei di Catania se dici – cosi cosi di dabbanna a nicolosi !
Sei di Catania se sai cos’e u parasbrizzi !
Sei di catania se dici minchia mu scuddai !
Sei di catania se dici "’mbare reska"
Sei di catania se dici semu persi !o anche cunsumati !
sei di Catania se quando qualcosa va storto utilizzi la frase:FINIU A SKIFIU;
sei di catania se sai cos’è l’ALLA CATALLA;
Sei catanese se: per non prenderti alcuna responsabilità sulle decisioni di gruppo rispondi ‘ZOCCU ‘E GHIÈ”
Sei catanese se: per muoverti da un luogo all’altro dici ‘SPOSTIAMO?’
Sei di Catania se ti vengono i brividi quando senti: urlatore :"cittadini-cittadini semu tutti devoti
tutti?" popolo:" cettu! cettu!" ;
urlatore: "EVVIVA S.AGATA"
Sei di Catania: se t’immucchi 4
Non ci sono dubbi sulla tua provenienza quando affermi che "U CATANIA E’ A VITA ME ! "
Alla fine te ne fotti e questa città ti piace un po’ così com’è, con gli zaurdi il sole, il mare, la lava, il vulcano, la spiaggia, la scogliera, il lungomare, la granita, piazza Duomo, i locali, buddellu fino alle 5 e poi tutti a fare colazione!
se sei di CATANIA sai cosa e dove si trova :
U TUNNICEDDU DA PLAJA , UFUTTINO , LACCHI DA MARINA , I TRCI CANCEDDI.
sei di CATANIA SE CONOSCI :
TURRI’ CACOCCIOLO , JANO SIGARETTA , MELO MENO , MASSIMO PERICUTTI , TANO PANZA E GLI AMICI DELLA CANNI I CAVADDU
SEI DI CATANIA SE sai cosa vuol dire PAPARREDDA!!!!
sei di CATANIA se almeno una volta in vita tua Hai mangiato un panino n’da ZZA ROSAAA!!!!!!
SEI DI CATANIA SE TIFI ROSSAZZURRO
SEI DI CATANIA SE IN ESTATE FAI COLAZIONE CON LA GRANITA
SEI DI CATANIA SE QUANDO VEDI UNA BELLA RAGAZZA DICI "E’ ‘MPACCHIUNI!"
SEI DI CATANIA SE SEI DEVOTO DI SANT’AGATA
SEI DI CATANIA SE PENSI CHE SCAPAGNINI "SI MANGIAU MACARI I CHIOVA DO MURU!"
sei di catania se quando in un posto c’è tanta gente dici che c’è "LA VALLE"

 

IO SONO CATANESE….

IL MIO VULCANO ETNA..

Posted in Senza categoria on 24 febbraio 2009 by Sicilia, Terra del Sole

 
 
 
Ve lo presento, amici…
 
Signori e signore……
 
IL VULCANO ETNA!!!!
 
Su’ in alto come e’ oggi…innevato…
 
giu….
 
quando ci da’ preoccupazioni…
 
Ma lo amiamo tanto!!
 
E non lo temiamo piu’di tanto!!
 
I catanesi lo chiamiamo… ” LA MONTAGNA”
 
e’ UNO SPETTACOLO…
 
IMPERDIBILE…
 
AFFASCINANTE….. TUTTO INTORNO CRESCE UNA
 
VEGETAZIONE PARTICOLARE..
 
ANCHE IL SOTTOSUOLO MARINO A CAUSA DELLA LAVA ..
 
HA UNA VEGETAZIONE KE DONA
AL PESCE UN SAPORE IN PIU’..
 
CON FONDALI SPETTACOLARI
 
IO…MI SENTO UN PO’ COME LEI…
 
GIORNI… IN CUI .. STA COSI…SILENTE…
 
( QUELLI SN I MIEI GIORNI IN CUI.. STO GIU’…)
 
ALTRI IN CUI…TIRA FUORI TUTTA LA SUA FORZA…
 
(E QUELLI.. SN GIORNI.. DOVE NESSUNO  MI FERMA!!)
 
IO ADORO LA MIA TERRA….
 
CON I SUOI COLORI ..SAPORI.. E PROFUMI….
 
CON ORGOGLIO
 
SONO FIERA DI DIRE.. SONO SICILIANA
 
E CATANESE PER GIUNTA!!!!
 
 

S. AGATA

Posted in Senza categoria on 3 febbraio 2009 by Sicilia, Terra del Sole

 
S. AGATA PATRONA DI CATANIA
 
 
 
La Festa di Sant’Agata a Catania è una delle più importanti celebrazioni religiose a livello mondiale assieme alla Settimana Santa di Siviglia in Spagna e alla festa del Corpus Domini a Guzco in Perù tanto da essere inserita dall’Unesco nella lista dei Beni Antropologici Patrimonio dell’Umanità al pari dei monumenti, dei beni culturali e paesaggistici delle città barocche del Val di Noto rase al suolo dal devastante terremoto del 1693.

Da cinque secoli si ripete sempre uguale, con sciami di gente che si riversano per le strade del capoluogo etneo soprattutto nei giorni del 4 e del 5 febbraio quando la "vara" con le reliquie della santa viene portata tra la sua gente, attraversa i quartieri popolari e quelli alti.

Le celebrazioni cominciano, a Catania, ai primi di gennaio ma è nei giorni 3,4 e 5 febbraio che i festeggiamenti raggiungono il culmine. Sono giorni in cui, per ricordare la giovinetta Agata, che visse nella seconda metà del III° secolo a Catania – dove subì le torture e il martirio, ad opera di Quinziano, prefetto di Sicilia che la portò in carcere e le fece recidere le mammelle, per essersi rifiutata di ripudiare la religione cristiana – si susseguono spettacoli pirotecnici e si snodano processioni e cortei in costume lungo le vie illuminate da chilometri di luminarie e che fanno rivivere la suggestione di antichi riti in un contesto d’eccezione come quello del centro storico catanese.

La piccola Agata era bionda, bella, dal fisico slanciato, i lineamenti dolci; così la descrive la tradizione popolare e così è stata sempre raffigurata dall’iconografia. Visse alla metà del III secolo quando l’Impero romano aveva raggiunto la sua massima estensione territoriale. I suoi genitori l’avevano chiamata Agata che vuol dire "la buona". Il suo martirio avvenne nel 251, ai tempi dell’imperatore Decio. Catania, città ricca e fiorente, era amministrata dal proconsole Quinziano, uomo superbo e prepotente. Negli anni in cui Quinziano reggeva la città di Catania venne emesso un editto (249) secondo il quale tutti i cristiani (la comunità cristiana era già abbastanza ampia) erano ricercati d’ufficio, rintracciati, torturati e poi uccisi. Agata a quindici anni aveva deciso di consacrarsi totalmente a Dio, il vescovo accolse la sua richiesta e durante una cerimonia le impose il flammeum, un velo che portavano le vergini consacrate.

La fama della bellezza della fanciulla giunse al proconsole Quinziano che volle conoscerla e ordinò ai suoi uomini di catturarla e condurla al Palazzo Pretorio. L’accusa formulata a carico di Agata fu quella di vilipendio della religione di stato riservata a tutti i cittadini che non volevano abiurare.

Dalla storia della martire Agata sono nate innumerevoli leggende popolari che la vedono in fuga in diverse località nell’isola e anche fuori dall’isola (a Malta ad esempio). Una delle tante narra che Agata, inseguita dagli sgherri di Quinziano, si fermò a riprendere fiato e allacciarsi un calzare. In quel momento un ulivo spuntò dal nulla e la giovinetta potè ripararsi e cibarsi dei suoi frutti. Da questa leggenda sono nate le famosissime “olivelle di Sant’Agata” dolcetti di pasta reale colorati di verde e ricoperti di zucchero che nella forma ricordano le olive. Gli uomini di Quinziano riuscirono a catturare la giovane catanese a condurla al cospetto del proconsole che rapito dalla sua bellezze mise in atto una serie di vani tentativi per indurre Agata a cedere alle sue lusinghe. Arrivò addirittura ad affidarla a una cortigiana che si faceva chiamare Afrodisia che tentò in ogni modo di indurla a rinunciare ai voti. Allo scadere del mese previsto, di fronte alla fermezza di Agata, la cortigiana riconsegnò la fanciulla a Quinziano che decise di dare immediato avvio ad un processo contando di piegarla con al forza. L’ira del proconsole allora si accanì così tanto su Agata che il romano ordinò le venissero mutilate le mammelle.

Ma non appena la giovane fu ricondotta in cella le sue ferite, per opera di San Pietro, guarirono.

A quel punto la fermezza dell’amore per Dio di Agata e la sua incorruttibilità diventarono per il proconsole una umiliazione di cui volle liberarsi presto ordinando di ucciderla. Fu decisa la condanna a morte su un letto di carboni ardenti con il corpo trafitto da punte di ferro e lamine taglienti. Si verificò allora un altro evento miracoloso: il fuoco che consumava il corpo non bruciò il velo che diventò una delle reliquie più preziose, più volte portato in processione di fronte al fuoco delle colate laviche dell’Etna arrestando l’avanzata del magma.

I festeggiamenti in grande hanno inizio il 3 febbraio con le autorità della città che sfilano in corteo su delle carrozze del Settecento, i landò,al seguito delle undici “candelore”, pesanti costruzioni lignee intagliate, dorate e realizzate dalle antiche corporazioni di mestiere che vengono portate a spalla, in segno di espiazione o come ringraziamento per una grazia ricevuta, per il tradizionale appuntamento dell’offerta della cera. Il corteo culmina in Piazza Duomo per l’omaggio floreale alla Santa. I Vigili del fuoco salgono fino quasi a sfiorare la cima della cattedrale per deporre una corona di fiori al simulacro di Sant’Agata invocata da secoli per la protezione dagli incendi e dalle eruzioni dell’Etna. In serata si tiene lo spettacolo di fuochi pirotecnici a cui partecipa la città in massa dai ceti popolari alla Catania bene.

Il momento più affascinante e sentito di tutta la festa è l’incontro della Santa con la Città di Catania. Dalle prime ora del mattino del secondo giorno di festa la città comincia a popolarsi di devoti che indossano il sacco, tradizionale camicia in tela bianca lunga fino ai piedi e un berretto di velluto nero. Il costume dei devoti ricorda la notte del 1126 in cui le spoglie della martire tornarono a Catania dopo essere state per 86 anni a Costantinopoli dove le aveva portate il generale bizantino Maniace. Allora la popolazione maschile scese in strada per accogliere Agata, a piedi scalzi, in berretto e camicia da notte.

Ancora prima che sorga il sole si tiene in una Cattedrale gremita di gente, la Messa dell’Aurora durante la quale viene aperto il sacello scavato in una parete della Cattedrale e dove è conservato per tutto l’anno il busto della Santa. Quest’ultimo è ricoperto di gioielli, donati anche da re e imperatori, tra cui la croce offerta da Vincenzo Bellini. In un crescendo di inni e di suppliche si giunge al fragoroso applauso quando il volto appena sorridente della Santa emerge dal buio della cella. Viene allora fissato sull’altare prima di essere collocato sul fercolo in argento assieme allo scrigno del tesoro e consegnato alla città per due giorni di processione. Il busto reliquiario comincia il suo giro visitando i quartieri esterni della città, quelli più popolari, mentre il 5 febbraio il fercolo attraversa le vie del centro e, a notte fonda, affronta Via San Giuliano, lunga arteria in salita di Catania e una delle tappe più attese della processione. Il rientro del busto in Cattedrale avviene all’alba del 6 febbraio poco prima che una squadra di netturbini che supera le cento unità, si metta al lavoro per ripulire il manto stradale di quintali e quintali di cera accumulati lungo i giorni di festa.

Nei giorni in cui si festeggia Sant’Agata, più che negli altri periodi dell’anno, è facile visitare i luoghi dedicati al culto della Santa: la Chiesa di San Biagio in Piazza Stesicoro dove un tempo sorgeva il Palazzo Pretorio e dove è possibile scorgere il luogo in cui la Santa venne torturata con il fuoco dei carboni ardenti; la Chiesa di Sant’Agata al Carcere all’interno della quale Agata fu rinchiusa prima del martirio e dove si vedono le orme dei suoi piedi impresse in un blocco di pietra lavica: la Chiesa di Sant’Agata la Vetere, prima cattedrale della città dove è custodito il sarcofago originale che conservò le spoglie della Santa per circa 5 secoli.

Il culto di San’Agata non è soltanto catanese ma è sparso in tutto il mondo. Agata è patrona di 44 comuni italiani dei quali 14 portano il nome della santa. A Malta è compatrona assieme a San Paolo così come nella Repubblica di San Marino. Anche in Spagna il culto di Sant’Agata è molto vivo; è venerata a Villarba del Alcor in Andalusia, a Jèria (in provincia di Valencia). A Barcellona è dedicata a Sant’Agata la cappella di Palazzo reale dove i re cattolici ricevettero Cristoforo Colombo al suo primo viaggio dalla scoperta dell’America. A Zammaralla (Segovia) il giorno del 15 febbraio comandano le donne per un giorno ed eleggono la loro sindachessa, mentre gli uomini pensano alla casa e alla cucina.

E ancora in Portogallo ad Agueda (Agata), in Germania ad Aschaffamburg, in Francia a le Fournet. Molto popolare anche in Grecia dove in Etolia gli abitanti lasciano le città per percorrere dieci chilometri a piedi e vegliare per tutta la notte di fronte al simulacro. Pensate che c’è una città anche in India della quale Agata è patrona: Viayawala. In Italia il legame con la santa è molto forte a Cremona dove si trova la tavoletta originale recante l’elogio che, secondo la tradizione, un angelo collocò nel sepolcro della santa. Per quanto riguarda l’iconografie è diffusissima in tutto il mondo mentre la prima raffigurazione della santa si trova in un mosaico del VI di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna e raffigura Agata in piedi, vestita dell’abito ufficiale delle diaconesse, una lunga tunica verde.

Sant’Agata veniva considerata un tempo la protettrice dei fonditori di Campane. Ma non solo, San’Agata è anche la patrona dei tessitori da una leggende che vuole che San’Agata, per allontanare le nozze con un uomo che l’aveva chiesta in moglie, forse lo stesso Quinziano, lo avrebbe convinto ad spettare che fosse terminata la tela che stava tessendo allo stesso modo di Penelope con i pretendenti dei Proci. La devozione per San’Agata protettrice contro i pericoli del fuoco si diffuse durante il Medioevo.  Si diceva che se la santa poteva proteggere dal fuoco di un vulcano a maggior ragione avrebbe potuto proteggere da qualsiasi tipo di incendio. A Lione in Francia i contadini, il 5 febbraio, fanno benedire un pane che scagliano contro le fiamme in caso di incendio.

Infine, e come potrebbe essere diversamente, Sant’Agata è invocata per scongiurare le malattie e i tumori al seno e in generale contro tutte le malattie femminili.